''Le scosse del terremoto non sono solo fisiche.
La paura ti si piazza dentro e resti in balia degli eventi.
Non c’è nessuno che possa rassicurarti.
Si guarda allo storico, si cerca di fare un quadro ma alla fine diranno sempre che si tratta di un’anomalia e che non si può prevedere un bel niente.
Ci si sente piccolissimi. ''
...
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1 Il cuore della Val Padana da dieci giorni continua a tremare con un’intensità
inaspettata. Che cosa sta succedendo?
Dal 20 maggio si sono registrate sei scosse con una magnitudo superiore ai cinque gradi della scala Richter, due delle quali hanno sfiorato i sei gradi. Il «fronte attivo » con gli ultimi terremoti di martedì si è allungato verso ovest di una decina di chilometri e ora si sviluppa su un territorio esteso oltre cinquanta chilometri in parallelo con il fiume Po. Le faglie che si sono create corrono dunque da Est a Ovest. Tutta l’energia finora sprigionata, hanno calcolato gli scienziati, resta comunque inferiore a quella emersa dal terremoto de L’Aquila.
Dal 20 maggio si sono registrate sei scosse con una magnitudo superiore ai cinque gradi della scala Richter, due delle quali hanno sfiorato i sei gradi. Il «fronte attivo » con gli ultimi terremoti di martedì si è allungato verso ovest di una decina di chilometri e ora si sviluppa su un territorio esteso oltre cinquanta chilometri in parallelo con il fiume Po. Le faglie che si sono create corrono dunque da Est a Ovest. Tutta l’energia finora sprigionata, hanno calcolato gli scienziati, resta comunque inferiore a quella emersa dal terremoto de L’Aquila.
Al contrario; la loro manifestazione unita a tanti
altri piccoli sismi, dimostra che nel sottosuolo si è creata una frammentazione
della struttura geologica. E questa ha evitato una rottura simultanea
dell’intera struttura la quale avrebbe potuto causare un terremoto ben più
forte. È una caratteristica osservata in precedenti casi avvenuti lungo la
Penisola sia in anni recenti che nei secoli passati, come quello del 1570 che
colpì Ferrara.
No, la causa generale è
nota ed è sempre la stessa; cioè la spinta della placca africana contro quella
euroasiatica per cui abbiamo gli Appennini che viaggiano in direzione delle
Alpi. Lo scontro accumula energia che viene liberata dal terremoto. La Pianura
si accorcia da Nord a Sud di qualche millimetro all’anno e in prospettiva, fra
qualche milione di anni, sprofonderà sotto la catena alpina. Questo fenomeno
scuote da millenni la regione, sia pure, con un’intensità non rilevante, almeno
da quando ne abbiamo traccia.
Che nei secoli recenti non si fossero registrate scosse
violentissime è vero e questo ha indotto a pensare che non esistessero problemi
gravi. Ma è sbagliato ed è necessario tenerne conto costruendo in maniera
adeguata in modo da difendersi e vivere in sicurezza anche quando la terra
continuerà inesorabilmente a tremare.
Tutti sperano di no. Nessuno, naturalmente se lo augura. È
impossibile dire una parola scientificamente credibile sul futuro. La ricerca ha
bisogno di approfondire questa frontiera davanti alla quale siamo ancora
disarmati. L’unica misura è la prevenzione nel costruire.
C. Carabba - Istituto Naz. Geofisica Vulcanologia







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